86° CONGRESSO ITALIANO DI ESPERANTO

Trieste, 24-31 agosto 2019
Tema: Multiculturalità e plurilinguismo oggi

Gite

Grado e Aquileia

GRADO

I primi insediamenti umani a Grado avvengono nel IV millennio prima di Cristo, ma la città è nata quale scalo di Aquileia nel 181 avanti Cristo: Gradus in latino significa “primo approdo”.

Durante il secolo V, a causa delle invasioni dei popoli orientali, diviene il rifugio per gli abitanti della terraferma, ed anche i Patriarchi traslocano in quel luogo. Vestigia del dominio della potente Venezia si ritrovano nei colori delle case, presso il porto canale, in quegli alberi che crescono nelle piazzette, il cui nome originale è campielli, in quella particolare atmosfera delle calli, cioè le stradine, cosiddette nel dialetto tipicamente veneto.

COSA VISITEREMO?
La Basilica di Santa Eufemia: la statua in rame dell’Arcangelo Michele, alta 2 metri e 80, fusa nel 1462, osserva la cittadina dalla cima del campanile, che è situato presso la Basilica.

Consacrata già nel 579, fu sede dei vescovi fino alla metà del XIV secolo, sebbene l’attuale struttura derivi da un restauro fatto tra il 1939 e il 1951.
Un’attenzione particolare merita il mosaico pavimentale (VI sec.) ed il pulpito, costruito su colonne romane, con i simboli degli Evangelisti (XI sec). Presso la chiesa si possono ammirare l’Orto Lapidario ed il Battistero (V sec.).

La Basilica di Santa Maria delle Grazie (sec. IV-V) ha nel suo interno un pavimento a mosaico ed una balaustra elegantemente scolpita, ambedue appartenenti alla stessa epoca e particolarmente interessanti.

Grado è rimasta quasi sconosciuta fino al 1800, quando sono state scoperte le qualità curative delle sue acque e sabbie. Da quel tempo diventa il centro culturale dell’elite europea e a Grado iniziano ad arrivare turisti ricchi e borghesi, artisti e nobili, principalmente dal nord-Europa.
Dopo un interruzione dell’affluenza turistica a causa della seconda guerra mondiale, un po’ alla volta, “L’Isola del Sole” ridiventa il rinomato luogo turistico di prima, che ancora oggi attira molte persone da tutta l’Europa per le sue splendide spiagge, la sabbia sottile, il sole caldo.

AQUILEIA

Viene fondata nel 181 aC dalle milizie romane, guidate da Publio Scipione Nasica, Gaio Flaminio e Lucio Manlio Acidino, quale fortezza per l’armata, allo scopo di difesa contro le invasioni proveniente dal nord-est e di conquista del nord-Italia e della regione illirica sul bordo orientale del mare Adriatico. Il suo nome è di origine celtica, come la gente che qui abitava. Nel periodo augusteo, Aquileia fa parte della X Regione Venetia et Histria. In seguito si espande fino a diventare la quarta città italiana più grande, dopo Roma, Milano e Capua.
Depredata dalle orde gotiche ed unne, riesce tuttavia a svilupparsi come centro del cristianesimo, diventando sede del potente Patriarcato, politicamente molto influente per più di mille anni. L’invasione dei Longobardi segna la fine dell’unità politica nella regione ed obbliga il Patriarca a fuggire a Grado, in territorio bizantino (568). I Longobardi eleggono ad Aquileia un secondo Patriarca, e da allora in poi sono due i patriarchi – ciò fino al 1451, quando la funzione patriarcale viene passata a Venezia.

Dal XII sec. ha inizio la decadenza della città, fino alla conquista da parte di Venezia nel 1420, nelle cui mani resta fino al 1509, quando l’Austria, a sua volta, la conquista. Soltanto nel 1751 il Patriarcato scompare con l’insediamento di Arcivescovadi a Udine e Gorizia. A partire dal novembre 1918 Aquileia appartiene all’Italia.

COSA VISITEREMO?
Il Porto Fluviale, il Forum, le Terme, il Museo Archeologico Nazionale, oltre alla Basilica con
la cripta, ed altre costruzioni cristiane arricchite da meravigliosi mosaici.

La Basilica, eretta nel XI sec. e dedicata alla Vergine ed ai Santi Ermacora e Fortunato, è considerata uno tra i più grandiosi ed importanti monumenti religiosi del periodo romanico. Il solenne interno è arricchito da un mosaico pavimentale, risalente ai primi anni del secolo IV, la più imponente testimonianza di mosaico paleocristiano in occidente.

Il Porto Fluviale, riportato alla luce alla fine del 1800, è databile  intorno al I sec. dC: si passeggia lungo un viale di cipressi, dove sono visibili elementi architettonici, altari e altri materiali di scavo, magazzini portuali e approdi per navi di diversa grandezza.

Il Forum, del II sec dC, è da ammirare per la serie di colonne scannellate, per la pavimentazione ed i plùtei scolpiti.

Il Museo Archeologico Nazionale possiede una delle collezioni più complete del nord-Italia, fondamentale per comprendere la complessa realtà di una città che, nel suo massimo periodo di splendore, ha avuto più di centomila abitanti. Nei nove saloni è possibile scoprire arte, cultura, costumi, abitudini a partire dal I sec. fino alla fine del IV secolo dC.

Cividale del Friuli

CIVIDALE DEL FRIULI

Viene fondata nel 53 aC da Gaius Julius Caesar, il futuro imperatore romano, nel punto d’accesso della valle del fiume Natisone verso la pianura friulana.
Dopo l’arrivo in Italia dei Longobardi di Alboino, Cividale diventa la sede del primo ducato longobardo nel 568. Il Ducato si sviluppa nel corso di ulteriori 200 anni, lasciando importanti traccie nella cultura locale, quali il Battistero di Callisto; l’altare di Ratchis – ambedue visibili nella Cattedrale; la Chiesa di Santa Maria in Valle, meglio conosciuta sotto il nome di Tempietto Longobardo, uno dei piu interessanti monumenti dell’Alto Medioevo.
Dall’anno 730 Cividale diventa la sede amministrativa dei Patriarchi di Aquileia e, dopo la dominazione dei Franchi, dal 774, la città diventa un feudo patriarcale.
Nel 1420 viene annessa alla Repubblica di Venezia e poi conquistata dall’Austria. Nel 1866 diventa nuovamente parte del Regno d’Italia.

COSA VISITEREMO?
Il Museo Archeologico, ricco di reperti preistorici e longobardi, tra cui il sarcofago di Gisulfo d’epoca tardo-romana e la famosa Historia Langobardorum di Paolo Diacono, che descrive la storia di quel popolo.

La Cattedrale, costruita su un antica costruzione, distrutta da un incendio, dell’VIII sec, viene eretta nel 1186. Distrutta nel 1448 da un terremoto, l’attuale basilica viene costruita dall’architetto Erardo da Villaco, lo stesso ha progettato il famoso Ponte del Diavolo sul fiume Natisone. Più tardi vengono effettuate delle modifiche in stile gotico. La Cattedrale viene consacrata nel 1529. Nel vicino Museo Cristiano, sono conservate delle notevoli opere d’arte, tra cui il Battistero di Callisto, composto da una vasca ottangolare, su cui appoggiano otto eleganti colonnette, sostenenti una copertura; l’altare di Ratchis, duca di Cividale e re dei Longobardi, e la Cattedra Patriarcale.

Il Tempietto Longobardo, con decorazioni in stucco ed affreschi dell’VIII sec. e le bellissime sedie scolpite del XV sec.

La Casa Medioevale, la più antica a Cividale (1300).

Il famoso Ponte del Diavolo sopra una gola del fiume Natisone.

Le grotte di S. CANZIANO – Slovenia

LE GROTTE DI S. CANZIANO

Il Parco delle Grotte di S. Canziano (Škocjanske jame) si trova all’estremo margine sudorientale del Carso classico, vicino al paese di Divača. Grazie all’eccezionale canyon sotterraneo, alle ricerche fondamentali sul carsismo, al ricco patrimonio archeologico e alla grande biodiversità, le grotte di Škocjan sono incluse nella lista del patrimonio naturale e culturale mondiale dell’UNESCO dal 1986.

Nel 1999 sono state inserite nella lista delle zone umide di importanza mondiale della Convenzione di Ramsar come zona umida ipogea.
Nel 2004, l’intera area del Parco fu inserita nel programma dell’UNESCO MABL’uomo e la biosfera come Riserva della biosfera Kras. L’intreccio delle grotte di Škocjan è composto di numerose grotte e gallerie, doline di crollo, ponti naturali e inghiottitoi. Questo sistema venne formato dal fiume Timavo (Reka), il quale, dopo 50 km di corso superficiale, proprio qui scompare nel sottosuolo carsico per riemergere alla superficie nelle sorgenti nei pressi del Golfo di Trieste.

COSA VISITEREMO?
Visiteremo:
– queste grotte (c.ca h. 1.30)
– le grotte Mahorčičeva e Mariničeva e la dolina “Piccola” (c.ca h.1)

NECESSARIO: calzature e abbigliamento adatto!!!